Il compositore Johann Sebastian Bach amava moltissimo bere caffè, e così dedicò alla bevanda una cantata: il Kaffeekantate, eseguita a Lipsia, in Germania, tra il 1732 e il 1735.Ascolta ora
Le due principali specie di caffè, la robusta e l’arabica non hanno le stesse caratteristiche organolettiche. La robusta può avere il doppio di caffeina dell’arabica (che è più pregiata, ma meno “forte”). E in parte dipende dalla tostatura (o torrefazione) del caffè, il processo di arrostimento.
L’Università del Queensland ha condotto uno studio pubblicato sul Journal of Science and Medicine in Sport. In esso, 14 ciclisti avevano assunto il caffè un’ora prima di una corsa, guadagnando il 2% in termini di velocità. Ma prendiamo questo risultato con la dovuta riserva (perchè le variabili in campo sono davvero molte).
La variante di caffè decaffeinato naturale si chiama Coffea charrieriana, originaria del Camerun. Il resto del caffè viene decaffeinato in modo artificiale, attraverso procedimenti chimici. Ma in realtà è impossibile eliminare del tutto la caffeina. Secondo uno studio dell’Università della Florida, in 5/10 tazze di caffè decaffeinato si troverebbe lo stesso quantitativo di caffeina presente in una-due tazze di caffè. Dunque in media in una tazzina di decaffeinato ci sarebbe l’equivalente di un quinto o un decimo di quella contenuta in una tazzina di espresso normale.